Associazione tutela animali e ambiente nella valorizzazione della Biodiversità ant apariciau in Fonne, su 3 de su mesi de ladàmini 2009, unu cumbènniu “Il cane di Fonni: dalle ricerche in laboratorio al riconoscimento ufficiale della razza“.

S’Universidadi de Meixina veterinària de Tàtari impari cun s’

Ant presentau una proposta de standard chi si faeus biri.

L’Università di Medicina veterinaria di Sassari in collaborazione con l’Associazione tutela animali e ambiente nella valorizzazione della Biodiversità hanno organzizato a Fonni, il 3 ottobre 2009, un convegno dal titolo “Il cane di Fonni: dalle ricerche in laboratorio al riconoscimento ufficiale della razza”.

È stata presentata una proposta di standard che vi mostriamo.

PROPOSTA DI STANDARD DEL CANE FONNESE

ORIGINE:

Italia – Regione Sardegna, presente in gran parte dell’isola.

Utilizzazione:

Eccellente cane da guardia e da custodia del gregge.

CLASSIFICAZIONE F.C.I.:

Gruppo 2

Pinscher e Schnauzer
Molossi e cani bovari Svizzeri
Cani da Montagna

Aspetto generale:

Cane di media mole. La sua conformazione è quella di un mesomorfo il cui tronco supera di poco l’altezza al garrese.
Comportamento e carattere: cane da lavoro, non si mostra mai astioso con gli animali di cui si prende cura, ma sa essere, all’occorrenza, ottimo guardiano contro i possibili predatori (volpi o cani randagi). Fedele alle sue origine rustiche, deve essere trattato come un vero compagno sul quale si può sempre fare affidamento. Per vivere in armonia con lui, bisogna conoscere la specie canina ed apprezzarne la sua primitiva rusticità, la sua intelligenza, la dignità e lo spiccato istinto per guardia. Se non lavora, deve svolgere un’attività fisica adeguata per conservare il suo innato equilibrio.

Proporzioni importanti:
Altezza al garrese:

Maschi 56-60 cm.
Femmine 52-56 cm.
La lunghezza del tronco supera del 5 – 10% l’altezza al garrese.
La lunghezza totale della testa, dalla cresta occipitale al tartufo, è assai prossima al 38% dell’altezza al garrese.
Testa: mesomorfa, con cresta occipitale ben rilevata e tartufo largo, carnoso e nero. Il rapporto lunghezza del cranio – lunghezza del muso è di 1 a 1.
Regione cranica: il cranio è leggermente convesso e la sua lunghezza bizigomatica è pari alla sua lunghezza. Le arcate bi zigomatiche sono evidenti e i seni frontali non sono molto pronunciati.

Regione facciale:
– Il tartufo è posto sulla stessa linea della canna nasale, deve essere voluminoso, con narici larghe e aperte.
– Il muso è di grande potenza , con facce laterali leggermente convergenti verso il tartufo. Frontalmente si presenta come iscritto in un quadrato. Il limite inferiore del muso è dato dalla mandibola.
– Le labbra devono essere ben stese e aderenti e presentano mucose sempre pigmentate.
– Denti bianchi, ben sviluppati, regolarmente allineati, completi per numero. I canini sono in opposizione tra loro (chiusura a tenaglia) o quelli della mascella sfiorano, con la loro faccia posteriore, la faccia anteriore di quelli della mandibola (chiusura a forbice).
– Occhi: lo sguardo di questi animali è molto intenso e caratteristico e rappresenta un elemento di tipicità della razza. L’espressione è un po’ triste, profonda, autorevole e presentano una caratteristica faccia da scimmia, dovuta al fatto che gli occhi, ovali e non grandi, risultano tra loro ravvicinati, in posizione frontale, con arcate sopraciliari di notevole sviluppo. Il loro colore è ambra in tutte le sue tonalità e le palpebre devono essere pigmentate e ben aderenti al bulbo oculare
– Le orecchie: sono di forma triangolare, non troppo lunghe (7-8 cm) al disopra dell’arcata bi zigomatica, portate pendenti e, in attenzione, ben aderenti alle guance.

Collo:

Vigoroso, solido e muscoloso, di media lunghezza, pari a circa un terzo dell’altezza al garrese, privo di giogaia, si raccorda armoniosamente alle spalle e al garrese.

Tronco:
– La sua lunghezza supera del 5-10% l’altezza al garrese.
– La linea superiore retta ed orizzontale, con garrese poco pronunciato.
– Il dorso è largo e lungo circa un terzo dell’altezza al garrese.
– La regione lombare si fonde armonicamente con il dorso.
– Il costato è moderatamente ampio, con costole un po’ cerchiate. La circonferenza del torace, misurata ai gomiti, è superiore del 25% dell’altezza al garrese.
– La groppa, robusta e muscolosa, presenta una inclinazione rispetto all’orizzontale di circa 15 gradi
– Petto moderatamente ampio con muscoli ben sviluppati e la sua larghezza è in stretto rapporto con l’ampiezza del costato. Il manubrio dello sterno è situato al livello della punta dell’articolazione scapolo-omerale.
– La coda, inserita non molto alta, ha una base larga, grossa alla radice, robusta, che va via via affusolandosi verso l’estremità. La sua lunghezza supera di poco l’articolazione al garretto. In riposo ha la forma di manico di pompa. Non dovrà mai essere portata eretta e in movimento supera di poco la linea del dorso. Alcuni esemplari possono nascere anuri o brachiuri.
– La coda non potrà mai essere amputata.

Arti anteriori:
– Solidi e asciutti, dritti, si presentano in appiombo sia di fronte che di profilo. I piedi sono ovali, con dita raccolte e con cuscinetti plantari neri, duri e resistenti. Le unghie sono sempre nere e solide.
– Spalla con muscolatura ben solida e con articolazione scapolo/omerale di 110-120 gradi. Fermamente aderente al corpo.
– Avambraccio leggermente più lungo del braccio che risulta inclinato di circa 60 gradi rispetto all’orizzontale.
– Gomiti ben aderenti. Metacarpo moderatamente lungo e non molto inclinato (circa 10 gradi rispetto alla verticale), presenza di speroni.

Arti posteriori:
– Solidi e muscolosi, con buoni appiombi, tanto da dare l’immagine della potenza e della agilità.
Coscia larga e flessa (circa 75 gradi rispetto all’orizzontale) l’angolo femoro-tibio-rotuleo è di circa 125/130 gradi.
– Gamba moderatamente lunga e muscolosa.
– Garretto lungo in proporzione alla lunghezza della gamba. Verticale.visto da dietro è parallelo al piano mediano del corpo. Presenta un angolo tibio-tarsico di circa 150 gradi. Piedi compatti, con cuscinetti plantari duri e pigmentati. Unghie forti, nere e solide. Presenza di speroni.

Andatura:
Agile e sciolta. Al trotto il posteriore imprime una notevole spinta e l’anteriore allunga moderatamente. Al galoppo si muove con grande agilità, superando di slancio le asperità del terreno in cui opera.

Pelle:
Spessa ben pigmentata, aderente alle varie parti del corpo, non presenta giogaia al collo.

Mantello:
Il pelo è caprino, munito di folto e denso sottopelo lanoso, di una lunghezza di 5-7 cm, più corto agli arti, quasi raso al muso, dove presenta ispide difese agli occhi e barba al mento. Esiste una varietà a pelo raso, per altro oggi rara. I colori ammessi sono il nero, il cenere, nelle sue varie tonalità, ed il miele. Questi ultimi possono essere anche tigrati, e sono ritenuti i più antichi.
Nei maschi il pelo forma una criniera al collo.

Peso:
Maschi 29-35 kg
Femmine 25-30 kg.

I maschi devono presentare due testicoli di aspetto normale e scesi nello scroto.

Difetti:
– Ogni deviazione dal presente standard è da considerarsi un difetto difetto.
– Depigmentazioni parziali delle mucose labiali e palpebrali.
– Mancanza di P1.
– Mancanza di sostanza o eccesso di peso.
– Dimorfismo non bene evidente.
– Coda arrotolata e ripiegata sul dorso.
– Andatura pesante.

Difetti gravi:
– Espressione atipica.
– Bianco alle estremità.
– Orecchie erette.
– Linea dorsale insellata, debole o cifotica.
– Grave vacciniamo e/o mancinismo.
– Mancanza di premolari (oltre i P1) o molari. Incisivi piccoli o non allineati.
– Gravi depigmentazioni alle mucose palpebrali e labiali o al tartufo.

Difetti eliminatori da giudizio:
– Prognatismo.
– Mancanza di incisivi.
– Albinismo.
– Coda amputata, oltre la data del D.M. che ne vieta il taglio.
– Taglie inferiori o superiori di 3 cm rispetto ai massimi e minimi previsti dal presente standard.

Difetti da squalifica:
– Enognatismo.
– Monorchidismo.
– Criptorchidismo.

Annunci