luglio 2012


Tzitzone

Sono “malato di Sardegna” da sempre e mi sono sempre piaciuti gli animali, era scontato che mi sarei dedicato agli animali sardi! In casa, essendo la mia famiglia di estrazione contadina mi hanno sempre parlato del famoso cane di Fonni della sua storia, del suo carattere, anche se me lo descrivevano in modo diverso da come lo conosco oggi.
La mia iniziazione con il mondo cinofilo sardo avvenne nel lontano 1995, quando, 18enne, passeggiando con la fidanzata dell’epoca nella Città Mercato di Santa Gilla, vidi uno stand, una raccolta di firme per il riconoscimento del pastore fonnese. La fidanzata chiese…che cane è? E io, sotto gli occhi stupiti del signore (non ricordo il suo nome!) presente li, glielo dissi! Lo sguardo del tipo era davvero incredulo e io, divertito gli dissi…ci ho azzeccato? E lui…non hai indovinato, hai detto la verità! E ci facemmo una bella e interessante chiaccherata sui cani sardi.
Durante le mie gite da neopatentato mi capitava di vedere fonnesi ma anche un altro tipo di cane, pelo corto più molossoide che ho sempre considerato un bastardo di non so cosa. Iniziarono i primi anni di internet e girovagando un giorno trovai un sito, Cane Corso Page, danese, nel quale c’era una pagina dedicata alle razze poco diffuse dello stato italiano. Ovviamente c’era anche il fonnese ma anche un altro cane, quel cane che io consideravo un bastardo e che invece li chiamavano dogo sardesco, siamo nel 1997. Ovviamente contattai immediatamente il gestore del sito che mi mise in contatto con un appassionato di cani sardo che viveva a Roma che, dopo una simpaticissima telefonata, mi diede il numero di telefono di un appassionato di Macomer, con il quale ebbi una chiaccherata cordialissima di ore che però mi lasciò con l’amaro in bocca, infatti mi disse che il dogo sardo era da considerarsi estinto, visto che esistevano solo una femmina di 14 anni e un figlio e una figlia di 12. Mi misi l’anima in pace e continuai a considerare bastardi quei  cani tigrati che mi capitava di vedere (ne aveva uno anche un pastore in affitto in una terra di famiglia).
All’inizio del 2000 iniziarono ad uscire articoli sul dogo sardesco e allora capii che evidentemente quella storia degli ultimi 3 esemplari era, appunto, una storia e basta! 🙂 Contattai immediatamente gli autori di quegli articoli (Antonello di Biase, Roberto Balia) con i quali stringemmo subito amicizia che dura tuttora (purtroppo però Roberto ci ha lasciati…) e portarono me e altri amici a vedere cani, principalmente a Gavoi, paese dove più degli altri si è conservata la tradizione di allevare questo splendido cane. Siamo stati avvantaggiati dal fatto che Antonello di Biase ha in quel paese degli amici di una gentilezza infinita, Piergavino Sedda, Antonio Marchi Soru e i suoi nipoti Omar e Duilio Marchi i famosi allevatori-proprietari di Tzitzone, il dogo sardesco più bello che si sia mai visto.
Nel frattempo scoprii un’altra razza di cui non ne avevo mai sentito parlare, il levriero sardo! L’amico Roberto mi disse…ne vuoi vedere? Ti porto io vicino a casa tua…e sopresa delle sorprese, a 10 minuti da casa mia trovai un allevatore di levrieri sardi, arrivati da Ploaghe anni prima. Persona squisita che senza nessun problema mi propose una cucciola che ovviamente accettai! La mia bellissima Araxi! 🙂 Nel frattempo continuavano le gite e in una successe quello che non mi aspettavo…a Gavoi ci dissero, se volete cuccioli, alla prossima cucciolata ve ne diamo! Non erano cuccioli “normali”, ma un favore gigantesco che i fratelli Marchi ci facevano, viste le richieste che avevano, figli di Raviolu (padre di Tzitzone) per Zaccaria (figlia di Tzitzone). Antonello di Biase dovette dire di no per motivi familiari ma io e Roberto Balia accettammo con grande felicità…e quando ci sarebbe più ricapitata una cosa del genere?! Arriva il calore di Zaccaria e succede un incidente, Tzitzone pesta il padre e monta Zaccaria, venimmo informati subito di questo “cambio di programma” ma che di certo non ci cambiava niente! Siamo nel 2006, il 20 aprile nasce una splendida cucciolata. Andiamo a prendere i cuccioli a giugno, ai 2 mesi, ci avevano messo da parte due bei maschi, uno fulvo (il mio Nur) e uno tigrato (Mustafà), senza dubbi e senza discussioni, scelsi Nur, Roberto invece preferì Mustafà, anche lui non era insensibile al fascino del tigrato! 🙂 Dopo appena 1 mese arrivò Marigosa, la mia prima femmina di dogo sardo, figlia di Ercole e Petra, coppia di doghi regalata a Roberto Balia da Vincenzo Puxeddu, allevatore di Orosei. La famiglia si allargò. Da quei giorni tanti anni sono passati, sono arrivate numerose cucciolate, tanti ragazzi e non si sono avvicinati, amici sono venuti e andati…i cani sono aumentati, i contatti si sono moltiplicati esponenzialmente! Ho cambiato idee su accoppiamenti (ho deciso di evitare di utilizzare nella selezione del dogo sardo cani a mezzo pelo, quindi, la mia Marigosa, la farò accoppiare solo con fonnesi a mezzo pelo), sono arrivato a certe conclusioni sulle questioni di genetica e purezza, mi sono ricreduto sulle teorie storiche che mi raccontarono negli anni 90, insomma, il tempo passa, niente rimane scolpito nella pietra! E tante opinioni verranno messe in discussione ancora, come è normale in ogni campo! 🙂
Certo, ci sono stati anche i momenti antipatici, come è normale, chi si “mette in evidenza” (di questo sono stato accusato), si attira le ire di chi non è capace a comunicare! Avendo raggiunto un certo grado di conoscenza cinofila, mi sono messo a scrivere, in riviste, internet, ho creato un mio blog che ha decine di migliaia di visite, sono comparso in trasmissioni televisive come protagonista. Questo ovviamente ha indispettito persone gelose che, al posto di cercare di fare una costruttiva gara a chi scriveva cose più interessanti o al limite, se avevo scritto scemenze, dirlo senza nessun problema (solo gli idioti non amano essere corretti in caso di errore!), hanno ben visto che era meglio inventarsi le storie più fantasiose giusto per denigrarmi, per screditarmi, nell’ordine, tanto per farci due risate…incrociavo con il dogue de Bordeaux, poi, resosi conto di quanto era inverosimile, hanno aggiustato il tiro dicendo che Tzitzone era un bastardone, storiella immediatamente ritirata perchè anche loro lo hanno usato in riproduzione e quindi, si davano la zappa sui piedi da soli! Poi allora, quando la fantasia stava per finire, ecco il colpo di genio, i fratelli Marchi hanno voluto fare uno scherzo e allora mi hanno dato un incrocio, proprio a me, peccato che i cuccioli erano due e non sapevano a chi sarebbe finito Nur, e poi, avrebbero fatto un affronto del genere anche a Piergavino Sedda, Antonello di Biase, Antonio Marchi, i nostri intermediari? I fratelli Marchi, solo per fare uno scherzo, avrebbero cercato due cuccioli (belli poi, che scherzo è?) della stessa età in giro? Oppure hanno organizzato un piano diabolico facendo incroci di bei molossi, per fregarci e dire…ah ah ah credono di avere dei molossi sardi, ma hanno dei molossi non sardi!…??? La risposta è ovvia, anche una persona non particolarmente brillante capisce che è tutta una coglionata! Infatti questa storiella la portano avanti solo un paio di persone non particolarmente dotate mentalmente che io non odio assolutamente, in quanto provo compassione e pena per loro, l’invidia è un sentimento che logora chi ce l’ha, non chi la subisce! 🙂 Altri hanno cercato di farmi abbandonare il mondo cinofilo, con attacchi anonimi nei forum dove scrivevo e scrivo, su facebook, anche con ridicole minacce di stile mafioso su youtube, ricordo un anonimo che disse…prova a venire in Barbagia e vedrai…c’ero anche il mese scorso, l’unico che mi impedisce di fare le tante gite che facevo un tempo è Mario Monti e i suoi aumenti spaventosi del prezzo del diesel! Eh eh eh
Ci vuole ben altro per scoraggiarmi! Dico solo che vengo dal mondo lavorativo della lingua sarda, altro che queste cose da asilo!!! Eh eh Anzi, questi attacchi mi hanno fatto comodo perchè hanno portato dalla mia parte tante persone “libere” e indipendenti, mentre, come è tipico, i gregari, quelli che devono mentalmente dipendere da un capo, i balenteddus da 4 soldi che si fanno forti solo in gruppo, hanno preferito stare con i “diffamatori” anonimi, diventando a loro volta dei fedeli cani da attacco (baubau padrone, hai visto come sono stato bravo e fedele? Baubau!) eh eh eh.
Quante teorie fantasiose ho sentito in questi anni! Il VERO fonnese deve avere 3 dita, il VERO dogo sardo è solo tigrato, se da due tigrati nasce un fulvo, non è puro, anche se i genitori sono puri, il VERO levriero sardo deve avere punta del muso e punta della coda uguale, il VERO volpino deve essere una specie di maialino vietnamita, ho visto inventare razze improponibili, il VERO cane sardo deve nascere con la coda corta, il VERO cane sardo deve avere gli speroni, il VERO fonnese deve avere il pelo così o cosà, il fonnese, il levriero e il dogo sardo sono la stessa razza e così via. Per non parlare come viene citata a sproprosito l’aggettivo…PURO…per carità, ne ho sentite così tante che c’è da scriverci un libro! 🙂
Ma oggi siamo nel 2012 e con altri ragazzi e ragazze abbiamo raggiunto risultati inaspettati! Rete di allevatori e appassionati, numerosi esemplari di fonnese e dogo sardo disponibili, la incredibile riscoperta di tantissimi esemplari di levriero sardo, quando fino a pochissimi anni fa era dato per spacciato, ora invece possiamo permetterci il lusso di scegliere i riproduttori! Abbiamo iniziato il recupero del volpino sardo, anche questo dato per estinto e invece presente nelle nostre campagne un po’ ovunque! E prima che finisca l’anno ci saranno tante altre sorprese che non anticipo!
A tutti quelli che si avvicinano al bellissimo mondo del cane sardo dico, non preoccupatevi degli invidiosi, divertitevi, siate creativi e indipendenti, c’è un mondo intero da riscoprire che ci darà tantissime sorprese! 🙂
Dice un proverbio arabo, la carovana passa, i cani abbaiano! 🙂

Pedru

Is callelleddus a 45 diis – I cuccioli a 45 giorni.

Funt acansaditzus callelleddus de cani de lèpori de giai giai 3 mesis. De is canis fait a biri su babu e sa mama e calincunu ajaju puru.

Funt unu prus bellu de s’àteru, chi ndi boleis sciri de prus podeis cuntatai a Marianna Virdis mimiavirdis@tiscali.it .

Sono disponibili cuccioli di levriero sardo di quasi 3 mesi. Di questi cani si possono vedere sia i genitori che qualche nonno.

Sono uno più bello dell’altro, se ne volete sapere di più potete contattare Marianna Virdis mimiavirdis@tiscali.it .

De dereta – Da destra: Nadia Dalu, Pietro Perra, Flavio Bruno, Laura Zanin, Alberto Chisu.
Sètzius – Seduti: Fabio Maxia, Nepente e Furitu.

Est stètiu unu prexeri mannu po totu sa Sardìnnia cinòfila a tenni comenti a stràngius a Flavio Bruno (allevadori e spertu de molossus, e no sceti, famau e stimau in totu su mundu) e a Laura Zanin, de su Centro Cinofilo Razze Meridionali (po ndi sciri de prus càstia su giassu il Contado del Molise) bènnius a Sardìnnia a biri cun is ogus insoru is arratzas de canis sardus.In is diis chi funt abarraus innoi ant pòtziu connosci is canis pertiatzus (ma poita est chi no ddis naraus a sa moda antiga, giàgarus?), is fonnesus e is canis de lèpori, girendi sa terra nosta de Cabu de Susu a Cabu de Giossu, acumpangendi-ddus Alberto Paolo Chisu, Isidoro Comite e Nadia Dalu.

Giai annus a oi, Flavio Bruno, iat amostau interessu po is canis sardus, cun cuntatus cun Roberto Balia, s’autori de Canis Gherradoris mortu in s’istadi de su 2010, e imoi eus torrau a tessi s’arretza de is cuntatus chi seus segurus chi s’ant a torrai a contu a totus!

In s’abisita fata in Casteddu is amigus nous nostus ant pòtziu biri po finas a Nepente, su cani pertiatzu chi in custus annus at fatu scàndalu e chi oindii puru calincunu est narendi chi est linfàticu. Chini mellus de Flavio Bruno, veterinàriu e allevadori spertu de molossus, podiat donai unu parri scientìficu e clìnicu apitzu de custa cosa? Si nau sceti una cosa, candu ddi eus preguntau…ma custu cani, linfàticu est? Ca nant diaici!…si nc’est postu a arriri e at nau de manera crara…bolit nai chi no scint ita bolit nai a essi linfàticus… .

Amen chistioni serrada po nosu, seus satisfaus siat deu (s’allevadori) chi Fabio Maxia, su meri. Imoi bollu biri chi calincunu at a sighiri a nai custu scimpròriu, chena, intra is àteras cosas, mancu ai biu a personi su cani!

A si biri Flavio e Laura, si abetaus torra in sa terra nosta!

E’ stato un grande piacere per tutta la Sardegna cinofila avere come ospiti Flavio Bruno (allevatore e esperto di molossi, e non solo, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo) e Laura Zanin, del Centro Cinofilo Razze Meridionali (per saperne di più visita il sito il Contado del Molise) venuti in Sardegna a vedere con i loro occhi le razze canine sarde.

Nei giorni di permanenza qui hanno potuto vedere i doghi sardi (ma perchè non chiamarli con il loro nome antico, giàgarus?), i fonnesi e i levrieri sardi, durante il loro tour sardo dal Nord al Sud, accompagnati da Alberto Paolo Chisu, Isidoro Comite e Nadia Dalu.

Già anni fa, Flavio Bruno, aveva dimostrato interesse per i cani sardi, allacciando contatti con Roberto Balia, l’autore di Canis Gherradoris morto nell’estate del 2010, e ora abbiamo riallacciato i contatti che sicuramente gioveranno tutti!

Nella visita fatta a Cagliari i nostri nuovi amici hanno potuto vedere anche Nepente, il dogo sardo che in questi anni ha fatto tanto scandalo e che anche oggi qualcuno definisce linfatico. Chi meglio di Flavio Bruno, veterinario e allevatore esperto di molossi, poteva dare un parere scientifico e clinico su questo argomento? Vi dico una cosa sola, quando gli abbiamo chiesto…ma questo cane, è linfatico? Sai, dicono così!…si è messo a ridere e ha detto chiaramente…vuol dire che non conoscono il significato di linfatico…

Amen, questione chiusa per noi, siamo soddisfatti sia io (l’allevatore) che Fabio Maxia, il proprietario. Ora voglio vedere se qualcuno continuerà a sostenere questa fesseria, senza, tra le altre cose, averlo mai visto di persona!

Arrivederci Flavio e Laura, vi aspettiamo di nuovo nella nostra terra!

 

Apustis de una bagàntzia longa seus torraus po afestai is 3 annus imparis e po si fai cumpangia torra cun is canis sardus. In custus mesis no femus dormius ma femus traballendi po bosàterus, amantiosus de is canis, puru!

Po ndi nai una, su cani de lèpori, chi pariat un’arratza chi fiat spacendi, eus scobertu, gràtzias prus chi totu a duus piciocus, Francesco Maxia e Marianna Virdis, chi ant girau totu sa Sardìnnia de giossu, chi est biu meda e fait a ddu agatai in medas logus, faendi su chi at sèmpiri fatu, est a nai, traballendi!

Eus cumentzau is circas apitzu de cuddu callelleddu chi ddu nant volpino sardo e eus scobertu chi fait a ddu agatai in dònnia bidda de Sardìnnia e duncas, a chitzi, eus a cumentzai a torrai a pigai custa arratza puru.

Su giàgaru o cani pertiatzu est prus biu chi mai e su fonnesu, mancu ndi chistioneus, ca comenti arratza est a su seguru de annus.

S’eus a fai surprèndidas bellas in is mesis chi benint!

Dopo una lunga vacanza siamo tornati per festeggiare il terzo anno insieme e per farvi nuovamente compagnia con i cani sardi. In questi mesi non eravamo addormentati ma stavamo lavorando anche per voi, amatori dei cani sardi!

Per dirne una, il levriero sardo, che sembrava ormai sull’orlo dell’estinzione, abbiamo invece scoperto che, grazie sopratutto a due giovani, Francesco Maxia e Marianna Virdis, che hanno girato il Sud Sardegna in lungo e in largo, è vivo e vegeto e lo si può trovare in tanti posti, mentre fa quello che ha sempre fatto, sarebbe a dire, lavorare!!!

Abbiamo iniziato le ricerche su quel cagnolino che viene chiamato volpino sardo e abbiamo scoperto che lo si può trovare in ogni paese sardo e dunque, a breve, inizieremo a recuperare anche questa razza.

Il dogo sardo è una razza che non corre più rischi di estinzione ormai e del fonnese, non ne parliamo nemmeno, dato che ormai è al sicuro da anni.

Vi faremo delle belle sorprese nei mesi prossimi!