Arrexonadas – Conversazioni


AstulaCome promesso intendo condividere con voi le mie impressioni sulla mostra cinofila di Sassari; chi mi conosce sa bene che la mia visione del mondo subisce poco le influenze della corrente che tira e che io dico la mia anche quando il resto del pianeta mi guarda come fossi un alieno (talvolta lo sono davvero).

Ero già stato a qualche mostra cinofila in passato, ma le ho sempre vissute un po’ come un bambino vive la visita ad uno zoo; da una parte restavo incantato di fronte alla bellezza di molti cani, dall’ altra coglievo lo sguardo vuoto di quegli animali e mi chiedevo se davvero loro provassero piacere in tante morbose attenzioni. Stavolta è stato diverso, stavolta ero accompagnato da 2 fieri cani Fonnesi e a esporli allo “zoo” ero proprio io. I 2 cani che mi hanno accompagnato sono il mio Astula e Fiorella del mio amico Nicola di Irgoli. Le reazioni dei miei 2 compagni di avventura sono state molto diverse, ma entrambe degne di ammirazione. Fiorella, visibilmente spaesata, si è accucciata in un angolo e ha ignorato tutto e tutti (compresi i ringhi minacciosi di altri cani) per tutta la giornata; lei è come la montagna su cui è cresciuta: grande, solida e conscia solamente della propria granitica essenza. La osservavo col suo pelo sporco e arruffato accanto a cani pettinati e cotonati, profumati come rose e sorridevo pensando alla terribile puzza di pecora che mi aveva accompagnato per tutto il lungo viaggio da Orosei a Sassari… lei era in netto contrasto con ogni cosa che la circondava, tanto che niente pareva catturare la sua attenzione; lì non c’era la sua montagna né il suo gregge da difendere, per cui nulla poteva scuoterla o interessarla.

Astula, al contrario, aveva con sé qualcosa di prezioso da difendere; io e Nadia eravamo con lui e questo lo poneva in una situazione molto impegnativa. Astula è un guerriero e a lui è indifferente quale sia il campo di battaglia o quanto siano grossi, forti o numerosi i nemici da affrontare. Il suo disagio era diverso da quello di Fiorella; non era il luogo l’ oggetto di tale disagio, né la gente o i cani; ciò che per tutta la giornata lo fecero sentire fuori posto furono gabbia e guinzaglio… non si può imprigionare un guerriero nel bel mezzo di un campo di battaglia in cui centinaia di nemici lo osservano e lo scherniscono… la cosa ferisce la sua anima… non so quante volte gli ho sussurrato parole di conforto per farlo rilassare e, con lo sguardo, gli ho chiesto perdono.

Fiorella si è comportata bene davanti ai giudici, del resto ero io a condurla in quel ring e lei sapeva bene che, oltre a me, niente in quel luogo la legava alla sua amata montagna… è lassù che io e lei ci siamo conosciuti.

Astula ha dovuto chiarire la sua posizione con i giudici, per cui uno sbuffo minaccioso ed un ringhio hanno aperto i brevi rapporti intercorsi tra loro; lui mi guardava negli occhi in attesa di istruzioni nella speranza che gli facessi quel rapido e quasi impercettibile cenno che lo autorizzasse ad attaccare… ma il cenno non è arrivato e lui ha lasciato che lo misurassero tra uno sbuffo e l’ altro.

Ho seguito poco la mostra di per sé; le mie attenzioni erano molto divise tra i miei cani e gli appassionati con cui chiacchieravo, ma ho cmq colto, attraverso gli sguardi, molte delle emozioni dei partecipanti, sia a 2 che a 4 zampe. Alcuni appassionati sono usciti delusi dal ring dopo che un paio di illustri signori gli hanno rivelato che il loro cane non è “un buon cane”! … la cosa mi è parsa strana; del resto chi, più del padrone, può conoscere il valore di un cane? … ma lì si parlava di “razza” e di “standard”, 2 parole con un significato enorme all’ interno della struttura che ci ospitava. Tutto era “razza” e “standard” intorno a noi… non so perché (o fingo di non saperlo) mi venne in mente il nazismo.

Molti aspetti della giornata li ho dovuti elaborare un po’ durante il viaggio di ritorno per poter forgiare una opinione obiettiva che mi appartenesse; ma è stato il rientro ad Orosei ad illuminarmi. Sono arrivato al mio terreno e ho immediatamente fatto scendere Astula dalla macchina; lui è corso via nell’ oscurità salutando casa con quel cupo borbottio simile ad un ringhio con cui lui è solito comunicare; l’ intero branco lo ha accolto con un lungo ululato che ha scosso la mia anima per quanto appariva diverso da ogni verso da me inteso nell’ arco di tutta la giornata; era un suono puro, libero e primordiale che suscitava sensazioni così nitide ed autentiche che era impossibile non lasciarsi trasportare in luoghi bui e dimenticati all’ interno della mia mente e del mio spirito. Astula ha fatto il giro del terreno per salutare tutti i membri del suo amato branco che lo acclamavano a gran voce, poi il suo ululato è echeggiato fino in fondo al canyon lì accanto, seguito da un lungo silenzio, pareva che la notte stessa mostrasse il giusto rispetto ad un grande sovrano che rientra al suo regno da un lungo viaggio. Quando ho cercato Astula 2 minuti dopo l’ ho trovato dentro il pollaio (la porta era aperta come sempre) che pareva contare le galline per accertarsi che tutte avessero fatto rientro come ogni sera. L’ ho chiamato e mi è venuto incontro festoso… l’ ho abbracciato e gli ho sussurrato ad un orecchio: “Mai prusu! … prumissu, mai prusu!” (Mai più! … te lo prometto, mai più!).

Alberto Paolo Chisu (18-02-2013)

Annunci

Tzitzone

Sono “malato di Sardegna” da sempre e mi sono sempre piaciuti gli animali, era scontato che mi sarei dedicato agli animali sardi! In casa, essendo la mia famiglia di estrazione contadina mi hanno sempre parlato del famoso cane di Fonni della sua storia, del suo carattere, anche se me lo descrivevano in modo diverso da come lo conosco oggi.
La mia iniziazione con il mondo cinofilo sardo avvenne nel lontano 1995, quando, 18enne, passeggiando con la fidanzata dell’epoca nella Città Mercato di Santa Gilla, vidi uno stand, una raccolta di firme per il riconoscimento del pastore fonnese. La fidanzata chiese…che cane è? E io, sotto gli occhi stupiti del signore (non ricordo il suo nome!) presente li, glielo dissi! Lo sguardo del tipo era davvero incredulo e io, divertito gli dissi…ci ho azzeccato? E lui…non hai indovinato, hai detto la verità! E ci facemmo una bella e interessante chiaccherata sui cani sardi.
Durante le mie gite da neopatentato mi capitava di vedere fonnesi ma anche un altro tipo di cane, pelo corto più molossoide che ho sempre considerato un bastardo di non so cosa. Iniziarono i primi anni di internet e girovagando un giorno trovai un sito, Cane Corso Page, danese, nel quale c’era una pagina dedicata alle razze poco diffuse dello stato italiano. Ovviamente c’era anche il fonnese ma anche un altro cane, quel cane che io consideravo un bastardo e che invece li chiamavano dogo sardesco, siamo nel 1997. Ovviamente contattai immediatamente il gestore del sito che mi mise in contatto con un appassionato di cani sardo che viveva a Roma che, dopo una simpaticissima telefonata, mi diede il numero di telefono di un appassionato di Macomer, con il quale ebbi una chiaccherata cordialissima di ore che però mi lasciò con l’amaro in bocca, infatti mi disse che il dogo sardo era da considerarsi estinto, visto che esistevano solo una femmina di 14 anni e un figlio e una figlia di 12. Mi misi l’anima in pace e continuai a considerare bastardi quei  cani tigrati che mi capitava di vedere (ne aveva uno anche un pastore in affitto in una terra di famiglia).
All’inizio del 2000 iniziarono ad uscire articoli sul dogo sardesco e allora capii che evidentemente quella storia degli ultimi 3 esemplari era, appunto, una storia e basta! 🙂 Contattai immediatamente gli autori di quegli articoli (Antonello di Biase, Roberto Balia) con i quali stringemmo subito amicizia che dura tuttora (purtroppo però Roberto ci ha lasciati…) e portarono me e altri amici a vedere cani, principalmente a Gavoi, paese dove più degli altri si è conservata la tradizione di allevare questo splendido cane. Siamo stati avvantaggiati dal fatto che Antonello di Biase ha in quel paese degli amici di una gentilezza infinita, Piergavino Sedda, Antonio Marchi Soru e i suoi nipoti Omar e Duilio Marchi i famosi allevatori-proprietari di Tzitzone, il dogo sardesco più bello che si sia mai visto.
Nel frattempo scoprii un’altra razza di cui non ne avevo mai sentito parlare, il levriero sardo! L’amico Roberto mi disse…ne vuoi vedere? Ti porto io vicino a casa tua…e sopresa delle sorprese, a 10 minuti da casa mia trovai un allevatore di levrieri sardi, arrivati da Ploaghe anni prima. Persona squisita che senza nessun problema mi propose una cucciola che ovviamente accettai! La mia bellissima Araxi! 🙂 Nel frattempo continuavano le gite e in una successe quello che non mi aspettavo…a Gavoi ci dissero, se volete cuccioli, alla prossima cucciolata ve ne diamo! Non erano cuccioli “normali”, ma un favore gigantesco che i fratelli Marchi ci facevano, viste le richieste che avevano, figli di Raviolu (padre di Tzitzone) per Zaccaria (figlia di Tzitzone). Antonello di Biase dovette dire di no per motivi familiari ma io e Roberto Balia accettammo con grande felicità…e quando ci sarebbe più ricapitata una cosa del genere?! Arriva il calore di Zaccaria e succede un incidente, Tzitzone pesta il padre e monta Zaccaria, venimmo informati subito di questo “cambio di programma” ma che di certo non ci cambiava niente! Siamo nel 2006, il 20 aprile nasce una splendida cucciolata. Andiamo a prendere i cuccioli a giugno, ai 2 mesi, ci avevano messo da parte due bei maschi, uno fulvo (il mio Nur) e uno tigrato (Mustafà), senza dubbi e senza discussioni, scelsi Nur, Roberto invece preferì Mustafà, anche lui non era insensibile al fascino del tigrato! 🙂 Dopo appena 1 mese arrivò Marigosa, la mia prima femmina di dogo sardo, figlia di Ercole e Petra, coppia di doghi regalata a Roberto Balia da Vincenzo Puxeddu, allevatore di Orosei. La famiglia si allargò. Da quei giorni tanti anni sono passati, sono arrivate numerose cucciolate, tanti ragazzi e non si sono avvicinati, amici sono venuti e andati…i cani sono aumentati, i contatti si sono moltiplicati esponenzialmente! Ho cambiato idee su accoppiamenti (ho deciso di evitare di utilizzare nella selezione del dogo sardo cani a mezzo pelo, quindi, la mia Marigosa, la farò accoppiare solo con fonnesi a mezzo pelo), sono arrivato a certe conclusioni sulle questioni di genetica e purezza, mi sono ricreduto sulle teorie storiche che mi raccontarono negli anni 90, insomma, il tempo passa, niente rimane scolpito nella pietra! E tante opinioni verranno messe in discussione ancora, come è normale in ogni campo! 🙂
Certo, ci sono stati anche i momenti antipatici, come è normale, chi si “mette in evidenza” (di questo sono stato accusato), si attira le ire di chi non è capace a comunicare! Avendo raggiunto un certo grado di conoscenza cinofila, mi sono messo a scrivere, in riviste, internet, ho creato un mio blog che ha decine di migliaia di visite, sono comparso in trasmissioni televisive come protagonista. Questo ovviamente ha indispettito persone gelose che, al posto di cercare di fare una costruttiva gara a chi scriveva cose più interessanti o al limite, se avevo scritto scemenze, dirlo senza nessun problema (solo gli idioti non amano essere corretti in caso di errore!), hanno ben visto che era meglio inventarsi le storie più fantasiose giusto per denigrarmi, per screditarmi, nell’ordine, tanto per farci due risate…incrociavo con il dogue de Bordeaux, poi, resosi conto di quanto era inverosimile, hanno aggiustato il tiro dicendo che Tzitzone era un bastardone, storiella immediatamente ritirata perchè anche loro lo hanno usato in riproduzione e quindi, si davano la zappa sui piedi da soli! Poi allora, quando la fantasia stava per finire, ecco il colpo di genio, i fratelli Marchi hanno voluto fare uno scherzo e allora mi hanno dato un incrocio, proprio a me, peccato che i cuccioli erano due e non sapevano a chi sarebbe finito Nur, e poi, avrebbero fatto un affronto del genere anche a Piergavino Sedda, Antonello di Biase, Antonio Marchi, i nostri intermediari? I fratelli Marchi, solo per fare uno scherzo, avrebbero cercato due cuccioli (belli poi, che scherzo è?) della stessa età in giro? Oppure hanno organizzato un piano diabolico facendo incroci di bei molossi, per fregarci e dire…ah ah ah credono di avere dei molossi sardi, ma hanno dei molossi non sardi!…??? La risposta è ovvia, anche una persona non particolarmente brillante capisce che è tutta una coglionata! Infatti questa storiella la portano avanti solo un paio di persone non particolarmente dotate mentalmente che io non odio assolutamente, in quanto provo compassione e pena per loro, l’invidia è un sentimento che logora chi ce l’ha, non chi la subisce! 🙂 Altri hanno cercato di farmi abbandonare il mondo cinofilo, con attacchi anonimi nei forum dove scrivevo e scrivo, su facebook, anche con ridicole minacce di stile mafioso su youtube, ricordo un anonimo che disse…prova a venire in Barbagia e vedrai…c’ero anche il mese scorso, l’unico che mi impedisce di fare le tante gite che facevo un tempo è Mario Monti e i suoi aumenti spaventosi del prezzo del diesel! Eh eh eh
Ci vuole ben altro per scoraggiarmi! Dico solo che vengo dal mondo lavorativo della lingua sarda, altro che queste cose da asilo!!! Eh eh Anzi, questi attacchi mi hanno fatto comodo perchè hanno portato dalla mia parte tante persone “libere” e indipendenti, mentre, come è tipico, i gregari, quelli che devono mentalmente dipendere da un capo, i balenteddus da 4 soldi che si fanno forti solo in gruppo, hanno preferito stare con i “diffamatori” anonimi, diventando a loro volta dei fedeli cani da attacco (baubau padrone, hai visto come sono stato bravo e fedele? Baubau!) eh eh eh.
Quante teorie fantasiose ho sentito in questi anni! Il VERO fonnese deve avere 3 dita, il VERO dogo sardo è solo tigrato, se da due tigrati nasce un fulvo, non è puro, anche se i genitori sono puri, il VERO levriero sardo deve avere punta del muso e punta della coda uguale, il VERO volpino deve essere una specie di maialino vietnamita, ho visto inventare razze improponibili, il VERO cane sardo deve nascere con la coda corta, il VERO cane sardo deve avere gli speroni, il VERO fonnese deve avere il pelo così o cosà, il fonnese, il levriero e il dogo sardo sono la stessa razza e così via. Per non parlare come viene citata a sproprosito l’aggettivo…PURO…per carità, ne ho sentite così tante che c’è da scriverci un libro! 🙂
Ma oggi siamo nel 2012 e con altri ragazzi e ragazze abbiamo raggiunto risultati inaspettati! Rete di allevatori e appassionati, numerosi esemplari di fonnese e dogo sardo disponibili, la incredibile riscoperta di tantissimi esemplari di levriero sardo, quando fino a pochissimi anni fa era dato per spacciato, ora invece possiamo permetterci il lusso di scegliere i riproduttori! Abbiamo iniziato il recupero del volpino sardo, anche questo dato per estinto e invece presente nelle nostre campagne un po’ ovunque! E prima che finisca l’anno ci saranno tante altre sorprese che non anticipo!
A tutti quelli che si avvicinano al bellissimo mondo del cane sardo dico, non preoccupatevi degli invidiosi, divertitevi, siate creativi e indipendenti, c’è un mondo intero da riscoprire che ci darà tantissime sorprese! 🙂
Dice un proverbio arabo, la carovana passa, i cani abbaiano! 🙂

Pedru

Est unu prexeri mannu a afestai is 2 annus impari! Custu blog est nàsciu aici po giogu, ma, passendi su tempus, est bessiu unu logu anca genti meda s’est atobiada e seus bessius amigus. Est nàscia una truma manna de speddiaus de canis sardus, allevadoris de canis de lèpori, de fonnesus, de pertiatzus, totus cun sa tenta de torrai a pigai is canis nostus e a ddus torrai a spainai in Sardìnnia!

Is prus de 40.000 abisitas bolint nai chi custu blog praxit e meda puru e po mei custa est una cosa chi mi prenit su coru. A àterus annus impari!

Pedru Perra

E’ un grande piacere per me festeggiare questi primi 2 anni insieme! Questo blog è nato così per gioco, ma,  passando il tempo, è diventato un luogo di incontro dove in tanti sono diventati amici. E’ nato un bel gruppo di appassionati di cani sardi, allevatori di levrieri sardi, fonnesi e doghi, tutti accomunati dall’obiettivo di riprendere e diffondere i nostri cani in tutta la Sardegna!

Le più di 40.000 visite dimostrano che questo blog piace e questa è una cosa che mi rende molto felice. Festeggeremo altri compleanni insieme!

Pietro Perra

Apustis de annus e annus chi is canis nostus fiant scarèscius, ndi seus torrendi a chistionai, gràtzias a lìburus sèrius (Canis Gherradoris, de Roberto Balia), gràtzias a artìculus chi chistionant de sa stòria de is canis nostus, de comenti funt, gràtzias a Internet. A medas sardus diaici ndi est bènnia sa gana de si pigai unu callelleddu o de cani pertiatzu, o de cani de lèpori (o cane curridore) o de fonnesu. Is barrancus cumentzant innoi! A chini preguntai? Chi deu bollu unu callelleddu de calichisiat arratza, ita fatzu? Circu unu allevamentu, unu annùntziu in is giorronalis, Internet…po is canis sardus no est diaici simpri! Allevamentus mannus o piticus chi fait a ddoi andai e sceberai unu cani, no nci ndi funt, medas chi ndi tenint canis, mancu ddus faint biri (sa gelosia scimpra de medas sardus!), duncas, tocat a chistionai cun privaus, innoi calincunu consillu.

1) A lassai a perdi a is chi nant… “deu sceti tengu is canis sintzillus!”, “is canis de X e de Y funt totus amesturus”, “chi ti dongu unu cani, no ddu depis fai biri e is callelleddus no ddus depis donai a X, Y”…craru est chi si unu passat su tempus chistionendi mali, a is palas, de is àterus, no est òmini (o fèmina) chi fait a ndi tenni cunfiantza…ddu estis a pigai unu cani de genti diaici fordeta? 🙂

2) Unu allevadori (mancai piticheddu) sèriu depit fai biri su babu e sa mama de is callelleddus suus e depit connosci sa lìnia de sànghini insoru! Chi unu no ndi bolit chistionai o bogat scusas de malu pagadori, mellus a si ndi andai…

3) De unus cantu annus a sdorigai e a scoai is canis est unu crìmini penali, chini ddu fait arriscat una machìtzia de millas de èurus e presoni puru. Duncas tocat a aturai atentus!

4) No esistint “guru” de is canis sardus! A sceberai sèmpiri a is modestus chi si amostant acansaditzus, chi bolint chistionai cun praxeri, is chi funt sèmpiri chistionendi de comenti funt bravus issus, mellus a ddus lassai a perdi…depint essi is àterus a apretziai unu traballu, no chini at fatu su traballu etotu! 🙂

5) Atentzioni a no si fai frigai cun su dinai! Chi si pedint dinai meda e su callelleddu mancu est vacinau o sberminau, si bolint cullunai! Chi si nant chi ant fatu vacinus e no si donant unu libureddu de is vacinus arregulari, si bolint cullunai! Chi si donant unu callelleddu e po “gastus giniralis”, chi no scieis ita funt, si pedint 200€, mancai su cani est bellu, si ant cullunau, seus chistionendi de genti chi no est onesta! Chi seis comporendi unu callelleddu e seis spendendi dinai, depeis pretendi de podi sceberai su cani, chi su cani no tengat 30 diis, chi siat vacinau e aici nendi, est a nai sa prassi normali candu unu si pigat unu cani. Tocat a aturai atentus meda…

6) Calincunu narat… “totu is annùntzius funt unu cullunu…canis burdus…no fait a si fidai”. No est diaci e difatis is chi nant custas cosas a s’acabu nant puru “nosu sceti teneus is canis bonus!”. Abastat a aturai atentus, a sighiri is consillus de pitzus e imperai su sentidu bonu e fait a agatai puru in is annùntzius cani bellus diaderus!

Dopo molti anni nei quali i nostri cani sono stati dimenticati, ne stiamo riparlando, grazie a libri seri (Canis Gherradoris, di Roberto Balia), grazie a articoli che parlano della storia dei nostri cani, di come sono, grazie a Internet. A molti sardi a questo punto è venuto il desiderio di prendersi un cucciolo o di dogo sardo, o di levriero sardo, o di fonnese. Le difficoltà iniziano a questo punto! A chi chiedere? Se io voglio un cucciolo di qualsiasi razza, che faccio? Cerco un allevamento, un annuncio nei giornali, Internet…per i cani sardi non è così semplice! Allevamenti grandi e piccoli nei quali dove si può andare a scegliere un cane, non ce ne sono, molti possessori di cani nemmeno li fanno vedere (la gelosia stupida di molti sardi!), dunque bisogna parlare con privati, qui qualche consiglio.

1) Meglio lasciar perdere quelli che dicono…”solo io ho i veri cani puri!”, “i cani di X e di Y sono solo dei bastardoni”, “se ti do un cane, non lo devi far vedere e i cuccioli non li devi dare a X, Y”…è chiaro che se uno passa il tempo a parlare male, alle spalle, degli altri, non è un uomo (o donna) del quale si può avere fiducia…lo prendereste mai un cane da gente così pettegola? 🙂

2) Un allevatore (anche se piccolo) serio deve far vedere i genitori dei suoi cuccioli e deve conoscere la loro linea di sangue! Se uno non ne vuole parlare o cerca scuse, meglio andarsene…

3) Da qualche anno il taglio delle orecchie e della coda è un reato penale, chi non rispetta questo veto incorre in multe salatissime e anche la prigione. Dunque bisogna stare attenti!

4) Non esistono “guru” dei cani sardi! Meglio scegliere i modesti che si dimostrano disponibili, che parlano con piacere, quelli che passano il tempo a vantarsi, meglio lasciarli perdere…devono essere gli altri ad apprezzare un lavoro, non lo stesso che lo ha fatto! 🙂

5) Attenzione a non farvi fregare soldi! Se vi chiedono tanti soldi e il cucciolo nemmeno è vaccinato o sverminato, vi vogliono fregare! Se vi dicono che hanno fatto vaccini e non vi danno il libretto regolamentare dei vaccini, vi vogliono fregare! Se vi danno un cucciolo e per “spese generali”, che non sapete cosa siano, vi chiedono 200€, anche se si tratta di un bel cane, vi hanno fregato, stiamo parlando di gente che non è onesta! Se comprate un cucciolo e state spendendo soldi, dovete pretendere di poter scegliere il cane, che il cane non abbia 30 giorni, che sia vaccinato e così via, sarebbe a dire la prassi normale di quando si prende un cane. Bisogna stare molto attenti…

6) Qualcuno dice… “tutti gli annunci sono un imbroglio…cani bastardi…non ci si può fidare”. Non è così e infatti quelli che dicono queste cose poi alla fine dicono anche “solo noi abbiamo buoni cani!”. Basta stare attenti, seguire i consigli di sopra e usare il buon senso e si possono trovare anche tramite annuncio bei cani davvero!

soldi-euroGenti meda si cuntant preguntendi-sì cantu costant o iant a depi costai is callelleddus de cani pertiatzu. No fait a arrespundi de manera dereta, ca, su prètziu dependit de totu is gastus chi in prus de duus mesis e mesu (su tempus chi is canis depint abarrai in sa domu anca funt nàscius) su meri de sa mama e de is callelleddus at tentu.

Is gastus funt medas, ca sa cosa de papai po sa mama innantis de angiai e candu est donendi su lati (chi depit essi 50 diis) bessit diferenti, prus arrica de petza frisca (calincuna fèmina, comenti a Marigosa, bolit papai petza sceti in cussu tempus). In prus, tocat a chi su veterinàriu abisitit a sa mama unus cantu bortas po biri chi totu andat beni (innantis e agoa chi at angiau). In totu su tempus chi donat su lati, tocat a ddi donai pìndulas de càlciu e vitaminas. Agoa nci funt is gastus straordinàrius, est a nai chi incapitat calincuna cosa angendi e tocat a fai operatzionis o ddoi funt àteras emergèntzias veterinàrias.

Is callelleddus inghitzant a papai calincuna cosa a solus a is 25 diis e acabant de sui lati a is 50 diis, duncas, po prus de duus mesis tocat a ddis donai a papai…e chini at tentu callelleddus sceti, sciit cantu petza papint!

A is 30 e a is 60 diis tocat a ddus sberminai e a ddis donai is pìndulas po prevenni sa filariosi e in prus intru de is 50/60 diis, tocat a ddis fai is primus vacinus e tocat a ddis ponni prodotus contras de is parassitas.

No si depeus scaresci chi dònnia dii nci bolint a su mancu 3 oras de traballu, custu sèmpiri, po prus de duus mesis e mesu e tocat a nci ponni in su càrculu puru totu is lìcuidus po disinfetai su logu anca is callelleddus funt.

A contu fatu duncas, fait a nai chi su prètziu onestu e giustu po unu callelleddu de cani pertiatzu, chi est stètiu in d-una familla chi ddu at cuidau diaici, est unu mìn. de 250€ e unu màss. de 400€, est a nai unu prètziu populari (acarau a su prètziu de àteras arratzas chi fait a agatai in Sardìnnia puru) chi podit permiti a is meris de is babus e de is mamas de podi seletzionai e produsi canis comenti si spetat e a totus de tenni unu callelleddu bonu e sanu, chi fetzat cumpangia e traballit cun nosu po annus e annus.

 

Molta gente ci contatta per chiederci quanto costino o dovrebbero costare i cuccioli di dogo sardo. Non esiste una risposta univoca a questa domanda, perché il prezzo dipende dalle spese che il proprietario della madre e dei cuccioli ha sostenuto in più di due mesi e mezzo, sarebbe a dire il tempo che i cuccioli devono rimanere nella casa dove sono nati.

Le spese sono molte, perché bisogna cambiare l’alimentazione della fattrice prima che partorisca e quando stà allattando (periodo che deve essere di 50 giorni), alimentazione che deve essere più ricca di carne fresca (qualche femmina, come Marigosa, mangia solo carne in quel periodo). Inoltre, serve che il veterinario visiti la fattrice un paio di volte per appurare che tutto stia andando bene (prima e dopo il parto). In tutto il tempo che allatta, bisogna darle pastiglie di calcio e vitamine. Poi ci sono le spese straordinarie, cioè se capita qualche cosa durante il parto e bisogna operare o ci sono altre emergenze veterinarie.

I cuccioli iniziano a mangiare qualche cosa da soli verso i 25 giorni e smettono di poppare ai 50 giorni, dunque, per più di due mesi bisogna dargli da mangiare…e solo chi ha avuto cuccioli, sa quanta carne mangino!

Ai 30 e ai 60 giorni bisogna sverminarli e dargli le pastiglie per prevenire la filariosi e in più fra i 50/60 giorni bisogna fargli i primi vaccini e devono essere trattati con prodotti antiparassitari.

Non dobbiamo dimenticarci che ogni giorno vanno dedicate almeno 3 ore di lavoro, questo sempre, per più di due mesi e mezzo e si deve aggiungere nel calcolo anche tutti i liquidi per disinfettare il posto dove stanno i cuccioli.

Facendo un rapido conto dunque, si può dire che il prezzo onesto e giusto per un cucciolo di dogo sardo, che è stato in una famiglia che lo ha curato così, è di un min. di 250€ e un mass. di 400€, sarebbe a dire un prezzo popolare (paragonato al prezzo dei cuccioli di altre razze che si possono trovare anche in Sardegna) che può permettere ai proprietari delle fattrici e degli stalloni di poter selezionare e produrre cani come si deve e a tutti di avere un cucciolo buono e sano, che possa far compagnia e lavori con noi per anni.