Fonnesi dell'allevamento della Famiglia Bitti

Fonnesi dell’allevamento della Famiglia Bitti

Arrassinna de imprenta de s’amosta de Tàtari de su 16 e deu su 17 de friàrgiu de su 2013:

Rassegna stampa della mostra di Sassari del 16 e 17 febbraio 2013:

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Fotografias de sa dii in Tàtari – Fotografie della giornata a Sassari

AstulaCome promesso intendo condividere con voi le mie impressioni sulla mostra cinofila di Sassari; chi mi conosce sa bene che la mia visione del mondo subisce poco le influenze della corrente che tira e che io dico la mia anche quando il resto del pianeta mi guarda come fossi un alieno (talvolta lo sono davvero).

Ero già stato a qualche mostra cinofila in passato, ma le ho sempre vissute un po’ come un bambino vive la visita ad uno zoo; da una parte restavo incantato di fronte alla bellezza di molti cani, dall’ altra coglievo lo sguardo vuoto di quegli animali e mi chiedevo se davvero loro provassero piacere in tante morbose attenzioni. Stavolta è stato diverso, stavolta ero accompagnato da 2 fieri cani Fonnesi e a esporli allo “zoo” ero proprio io. I 2 cani che mi hanno accompagnato sono il mio Astula e Fiorella del mio amico Nicola di Irgoli. Le reazioni dei miei 2 compagni di avventura sono state molto diverse, ma entrambe degne di ammirazione. Fiorella, visibilmente spaesata, si è accucciata in un angolo e ha ignorato tutto e tutti (compresi i ringhi minacciosi di altri cani) per tutta la giornata; lei è come la montagna su cui è cresciuta: grande, solida e conscia solamente della propria granitica essenza. La osservavo col suo pelo sporco e arruffato accanto a cani pettinati e cotonati, profumati come rose e sorridevo pensando alla terribile puzza di pecora che mi aveva accompagnato per tutto il lungo viaggio da Orosei a Sassari… lei era in netto contrasto con ogni cosa che la circondava, tanto che niente pareva catturare la sua attenzione; lì non c’era la sua montagna né il suo gregge da difendere, per cui nulla poteva scuoterla o interessarla.

Astula, al contrario, aveva con sé qualcosa di prezioso da difendere; io e Nadia eravamo con lui e questo lo poneva in una situazione molto impegnativa. Astula è un guerriero e a lui è indifferente quale sia il campo di battaglia o quanto siano grossi, forti o numerosi i nemici da affrontare. Il suo disagio era diverso da quello di Fiorella; non era il luogo l’ oggetto di tale disagio, né la gente o i cani; ciò che per tutta la giornata lo fecero sentire fuori posto furono gabbia e guinzaglio… non si può imprigionare un guerriero nel bel mezzo di un campo di battaglia in cui centinaia di nemici lo osservano e lo scherniscono… la cosa ferisce la sua anima… non so quante volte gli ho sussurrato parole di conforto per farlo rilassare e, con lo sguardo, gli ho chiesto perdono.

Fiorella si è comportata bene davanti ai giudici, del resto ero io a condurla in quel ring e lei sapeva bene che, oltre a me, niente in quel luogo la legava alla sua amata montagna… è lassù che io e lei ci siamo conosciuti.

Astula ha dovuto chiarire la sua posizione con i giudici, per cui uno sbuffo minaccioso ed un ringhio hanno aperto i brevi rapporti intercorsi tra loro; lui mi guardava negli occhi in attesa di istruzioni nella speranza che gli facessi quel rapido e quasi impercettibile cenno che lo autorizzasse ad attaccare… ma il cenno non è arrivato e lui ha lasciato che lo misurassero tra uno sbuffo e l’ altro.

Ho seguito poco la mostra di per sé; le mie attenzioni erano molto divise tra i miei cani e gli appassionati con cui chiacchieravo, ma ho cmq colto, attraverso gli sguardi, molte delle emozioni dei partecipanti, sia a 2 che a 4 zampe. Alcuni appassionati sono usciti delusi dal ring dopo che un paio di illustri signori gli hanno rivelato che il loro cane non è “un buon cane”! … la cosa mi è parsa strana; del resto chi, più del padrone, può conoscere il valore di un cane? … ma lì si parlava di “razza” e di “standard”, 2 parole con un significato enorme all’ interno della struttura che ci ospitava. Tutto era “razza” e “standard” intorno a noi… non so perché (o fingo di non saperlo) mi venne in mente il nazismo.

Molti aspetti della giornata li ho dovuti elaborare un po’ durante il viaggio di ritorno per poter forgiare una opinione obiettiva che mi appartenesse; ma è stato il rientro ad Orosei ad illuminarmi. Sono arrivato al mio terreno e ho immediatamente fatto scendere Astula dalla macchina; lui è corso via nell’ oscurità salutando casa con quel cupo borbottio simile ad un ringhio con cui lui è solito comunicare; l’ intero branco lo ha accolto con un lungo ululato che ha scosso la mia anima per quanto appariva diverso da ogni verso da me inteso nell’ arco di tutta la giornata; era un suono puro, libero e primordiale che suscitava sensazioni così nitide ed autentiche che era impossibile non lasciarsi trasportare in luoghi bui e dimenticati all’ interno della mia mente e del mio spirito. Astula ha fatto il giro del terreno per salutare tutti i membri del suo amato branco che lo acclamavano a gran voce, poi il suo ululato è echeggiato fino in fondo al canyon lì accanto, seguito da un lungo silenzio, pareva che la notte stessa mostrasse il giusto rispetto ad un grande sovrano che rientra al suo regno da un lungo viaggio. Quando ho cercato Astula 2 minuti dopo l’ ho trovato dentro il pollaio (la porta era aperta come sempre) che pareva contare le galline per accertarsi che tutte avessero fatto rientro come ogni sera. L’ ho chiamato e mi è venuto incontro festoso… l’ ho abbracciato e gli ho sussurrato ad un orecchio: “Mai prusu! … prumissu, mai prusu!” (Mai più! … te lo prometto, mai più!).

Alberto Paolo Chisu (18-02-2013)

Funt ancora ancansaditzus duus callelleddus bellus meda, canis sardus a su 100%! Su babu e sa mama fait a ddus biri e fait a biri puru fradis e sorris nàscius in su tempus passau.

Po ndi sciri de prus fait a mi scriri a canisardu@hotmail.it e si pongu in cuntatu cun su meri, òmini sèriu e de gabale.

Custus is callelleddus.

 

Sono ancora disponibili due cuccioli molto belli, cani sardi al 100%! Il padre e la madre sono visibili e si possono vedere anche i fratelli e sorelle nati nelle precedenti cucciolate.

Per saperne di più scrivetemi a canisardu@hotmail.it e vi metterò in contatto con il padrone, uomo serio e estremamente rispettabile.

Questi sono i cuccioli.

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Dal pastore fonnese al dogo, il raduno dei cani di razza sarda

I proprietari: «Recuperiamo un patrimonio biologico che non deve restare nascosto in ovili sperduti tra i monti»

di Roberto Petretto

SCANO MONTIFERRO. Non è un’adunata ideologica, o forse per alcuni è anche questo. Avere un cane legato alle origini di questa terra può essere un vezzo, un segno di distinzione, per qualcuno un potenziale business. Quasi sempre, però, è una questione di passione. C’è chi studia, si documenta, va in giro nei paesi per trovare esemplari di cui nei libri sulle razze canine non si parla. Il pastore fonnese è ormai un cane abbastanza noto. Ma di levriero sardo, di dogo sardo, persino di volpino sardo chi ha mai sentito parlare, a parte un manipolo di proprietari sparsi lungo tutta l’isola? Ieri dalle parti di Scano Montiferro, nel parco del santuario campestre di Sant’Antioco, sono arrivati un po’ da tutta l’isola per il “Raduno di cani sardi”, organizzato dall’Associazione cani di Sardegna.

Continua a leggere l’articolo cliccando qui.

Guarda le foto del raduno, clicca qui.

 

Tzitzone

S’assòtziu ACS, Assòtziu Canis de Sardìnnia, aparìciat po domìnigu su 7 de su mesi de ladàmini un’acorru de is arratzas sardas de canis in sa pratza acanta de sa crèsia de Santu Antiogu acanta de Iscanu. Su logu de s’atòbiu fait a ddu lompi de manera simpli passendi de Macumere, faci a Santu Lussurzu, candu arribais in su bìviu Iscanu-Bosa, depeis girai a dereta (sp 78), in su km 6 depeis girai torra a dereta sighendi is carteddus po is Mitzas de Santu Antiogu. S’atòbiu est a 3 km de candu eis girau.

Sa manifestatzioni, aberta a totus, at a cumentzai a is 9 oras e at a sighiri totu sa dii. At a fai a biri medas canis, fonnesus, pertiatzus, is canis de lèpori e at a fai a biri callelleddus de conillu puru.

Po prandi ant a arrustiri petza de su logu e una barrachedda at a bendi cosa de bufai frisca po totu su tempus de sa manifestatzioni.

Arrexonus apitzu de sa stòria e is caraterìsticas de is arratzas de is canis nostas ant a cumpriri sa dii.

Po ndi sciri de prus fait a s’acapiai a sa pàgina facebook de s’acorru Raduno cani sardi o fait a tzerriai a su nùmeru 3935500062.

L’associazione ACS, Associazione Cani di Sardegna, organizza per domenica 7 ottobre un raduno di razze canine sarde negli spazi circostanti la chiesa di Sant’Antioco a pochi chilometri da Scano Montiferro. Il luogo del raduno è facilmente accessibile passando da Macomer direzione Santu Lussurgiu, al bivio Scano Montiferro-Bosa, girare a destra (sp 78) al km 6 ancora a destra seguendo il cartello Sorgenti di S.Antioco. Il raduno si svolgerà a una distanza 3 km da quando avete girato.

La manifestazione, aperta a tutti, inizierà alle 9.00 e proseguirà per tutta la giornata. Sarà possibile ammirare numerosi esemplari, dai cani di Fonni ai doghi sardeschi agli elegantissimi levrieri sardi, saranno presenti anche rari esemplari di volpini sardi.

Prevista per ora di pranzo una grigliata di carni locali e un chiosco con bibite fresche sarà aperto per tutta la durata della manifestazione.

Dibattiti e interessanti discussioni sulla storia e sulle caratteristiche delle nostre razze canine sarde completeranno la giornata.

Per informazioni ci si può connettere alla pagina facebook dell’evento Raduno cani sardi o telefonare al numero 3935500062.

Craca in pitzus de sa mapa po dda amanniai – Clicca sulla mappa per ingrandirla

Araxi (a manca, meri P. Perra – a sinistra, pr. P. Perra) e Rudy (a dereta, meri G. Amadori – a destra, pr. G. Amadori)

In su mesi de idas de su 2009 est bessiu in La Nuova Sardegna un’artìculu chi naràt “Salviamo gli ultimi 100 levrieri sardi”. Is amantiosus de is canis sardus si fiant impensamentaus meda chi is canis de lèpori si sparessesint po sèmpiri, ma no est andada diaici.Giai giai tres annus funt passaus de cussu artìculu e oindii fait a nai chi nci funt prus meda de 100 canis de lèpori in Sardìnnia! Su càrculu de 100 canis fiat giustu, ma po sa Sardìnnia de Susu sceti! E totu sa Sardìnnia de Giossu? Is chi iant scritu cussu artìculu no si funt pensaus chi de àteras partis puru nci depiant essi canis de lèpori e chi is pranus mannus de su Campidanu fiant su logu perfetu po custa genia de canis! Difatis in Sardìnnia de Giossu nci funt centenas de canis de lèpori bellus meda, canis chi sa genti pesat de sèmpiri comenti a agiudu in su sartu po cassai lèpori e po nci bogai su margiani. Duus circadoris giòvunus e allevadoris de canis de lèpori, Frantziscu Maxia e Mimia Virdis, ant girau meda po circai e studiai is canis de sa Sardìnnia de Giossu e ndi est bessiu aforas chi no sceti nci ndi funt medas ma is chi nci funt, funt omogèneus e de calidadi arta meda!Fait a nai chi no si depeus timi prus chi su cani de lèpori si sparessat, ma depeus aturai atentus a chi calincunu no si pongat a fai amesturus cun àteras arratzas o chi nàsciat una moda chi at a fai morri su cani de lèpori traballadori e ddu arremprasit cun d-unu cani po is amostas sceti.

S’eus a fai sciri fatu fatu chi nci funt callelleddus acansaditzus chi eus a donai a is chi tenint s’interessu de traballai cun nosu a spainai s’arratza.

Torraus gràtzias a Frantziscu Maxia e a Mimia Virdis po is fotografias chi bieis in bàscius.

Nel mese di dicembre del 2009 è uscito ne La Nuova Sardegna un articolo dal titolo “Salviamo gli ultimi 100 levrieri sardi”. Gli amanti dei cani sardi si preoccuparono molto del fatto che i levrieri sardi potessero sparire per sempre, ma non è andata così.

Sono passati quasi tre anni da quell’articolo e oggigiorno si può dire che ce ne sono molti di più di 100 in tutta la Sardegna! Il calcolo di 100 era giusto, ma solo per la Sardegna del Nord! E nel Sud Sardegna? Gli autori dell’articolo non hanno pensato che anche in altre parti della Sardegna ci potessero essere levrieri sardi e che le grandi pianure campidanesi erano un luogo perfetto per questo tipo di cani! Infatti in Sardegna meridionale ci sono centinaia di levrieri sardi molto belli, cani che la gente alleva da sempre come ausiliari da campagna nella caccia alla lepre e per tenere lontane le volpi. Due giovani ricercatori e allevatori di levrieri sardi, Francesco Maxia e Marianna Virdis hanno girato in lungo e in largo per cercare e studiare i cani presenti nella Sardegna meridionale e ne è risultato che non solo ci sono tanti levrieri, ma quelli trovati sono anche omogenei e di alta qualità!

Si può dire che non dobbiamo più temere l’estinzione del levriero sardo, ma dobbiamo tenere alta la guardia affinchè nessuno si metta a fare incroci o diventi un cane di moda, decretando la sua fine come lavoratore e diventi un cane buono solo per le passerelle.

Vi faremo sapere di volta in volta quando ci saranno cuccioli disponibili chi daremo a quelli che hanno l’intenzione di darci una mano nel diffondere questa razza.

Ringraziamo Francesco Maxia e Marianna Virdis per le fotografie che vedete qui sotto.

Tzitzone

History:

The roots of the Sardinian Molosser, the Cani Pertiatzu, or dogo sardo in italian, are still mysterious. We know for sure that during the nuragic civilization of 1.800 – 1.100 B.C, that Sardinians used to have middle-sized/big dogs with big heads and a short muzzle. Over the centuries lots of different kind of Molossers arrived in Sardinia from all over Europe, especially from Spain, since Sardinia was a part of Spanish Empire for four centuries.

We find information on the Cani Pertiatzu in ancient documents; in the Carta de Logu, the Sardinian Carta Magna written, in the sardinian language, in the thirteen century, in the thirtieth chapter (de cani – meaning about dogs) we find it named giàgaru and still in this chapter we understand it was a very important dog that if someone has stolen one of these dogs, they would be punished with a big fine. In the same chapter, we find another name, the cani de loru, we can translate this to the dog with a chain, and we can think that there were, as today, 2 breed lines, one which had the perfect use of a watch dog. The de cani de loru was the perfect guard dog in the homes of the rich, castles and large country houses. The typical hunting molosser, was an all purpose molosser, the giàgaru, a more light dog was perfect to hunt big animals, such as wild boars and deer and in helping humans herd semi-wild cows and bulls. Also the breed was used as a war dog against the French troops during the invasion of Sardinia in the end of the eighteenth century. This breed has been appreciated for its strong-mind and courage in many poems of the end of the nineteenth century. As well as in the beginning of twentieth century, when the Italian army decided to employ various types of this breed as a war dog during the Italian invasion of Libia.

The breed was almost forgotten in the second half of the twentieth century, but the breed has thankfully been rediscovered by the end of twentieth century and the beginning of the twenty-first century. This is due to the large amount of research done by Roberto Balia. The author of the only book written about the Sardinian dog breeds, Canis Gherradoris (Fighter Dogs).

Nowadays, this breed is not an endangered specie, and there are now many good bloodlines.

General apperance:

The cani pertiatzu is a typical European middle sized molosser, that look like a villano de Las Encartaciones, a few bloodlines of alano espanol or a rustic cane corso.

The head is strong and huge, therefore the skull is large. The jaw mussles are strong, protruding and well developed and Length of muzzle is in proportion of 1 to 2 to length of skull. The bite is always orthognath (prognathism is refused by breeders).

The height of the whiters, the dogs are typically from 58cm to 68cm and the bitches from 55cm to 65cm. The weight of dogs ranges from 30kg to 45kg, and the weight of bitches ranges from 25kg to 40kg.

Since it is a working dog, we cannot find a big omogenity in size and phenotype, and there are lots of differences between the different bloodlines.

The hair on the coat of the dog is short and rough to the touch, and the colour can be fawn, dark fawn, black, grey and everyone of this colour can be brindle or have white patches in the chest or feet.

Even though it is forbidden by the Italian law, many breeders still crop ears and tail to their puppies.

Utilisation:

As previously said, the all purpose molosser is couragous and brave. In the last decades, the economy situation in the countryside has changed. The cattle does not survive in the woods anymore, but inside the stables. Also, the old style of hunting has changed. The wild boars and deers are not killed by knife anymore, after the dogs have caught them, has it is now forbidden. Thus, just a few dogs still do this work, therefore, these days most of the canis pertiatzus work as good watchdogs for countryside properties.