In su nùmeru de ariserus, su 2 de mesi de Paschixedda, su diàriu sardu La Nuova Sardegna at dedicau totu sa pàgina 9 a su cani de lèpori, chi chena duda peruna est sa prus arratza de cani chi arriscat de si sparessi de Sardìnnia.

Fait a ligi totu s’artìculu crachendi innoi in su tìtulu Sos per i levrieri a rischio di estinzione de Pier Giorgio Pinna.

In prus agatais puru fotografias bellas meda (craca innoi).

 

Nel numero di ieri, 2 dicembre, il quotidiano La Nuova Sardegna ha dedicato l’intera pagina 9 al levriero sardo, che senza alcun dubbio è la razza canina sarda che più di tutte rischia di scomparire.

Si può leggere l’articolo cliccando qui sul titolo Sos per i levrieri a rischio di estinzione di Pier Giorgio Pinna.

Inoltre trovate anche delle fotografie molto belle (clicca qui).

In su nùmeru 4 de su mesi de ladàmini de s’arrevista Obia est bessiu un’artìculu apitzu de su cani pertiatzu, cun stòria, comenti est andendi s’arratza oi, pranus po dda torrai a pigai. Dda agatais in dònnia edìcula de Sardìnnia!

Nel numero 4 di ottobre della rivista Obia è uscito un articolo sulla storia del dogo sardo, con storia, come stà procedendo la razza, piani di recupero. La trovate in tutte le edicole sarde!

FonnesuS’Universidadi de Meixina veterinària de Tàtari impari cun s’Associazione tutela animali e ambiente nella valorizzazione della Biodiversità ant apariciau in Fonne, su 3 de su mesi de ladàmini 2009, unu cumbènniu “Il cane di Fonni: dalle ricerche in laboratorio al riconoscimento ufficiale della razza“.

Ant presentau una proposta de standard chi si faeus biri.

 L’Università di Medicina veterinaria di Sassari in collaborazione con l’Associazione tutela animali e ambiente nella valorizzazione della Biodiversità hanno organzizato a Fonni, il 3 ottobre 2009, un convegno dal titolo “Il cane di Fonni: dalle ricerche in laboratorio al riconoscimento ufficiale della razza”.

È stata presentata una proposta di standard che vi mostriamo.

PROPOSTA DI STANDARD DEL CANE FONNESE

ORIGINE:

Italia – Regione Sardegna, presente in gran parte dell’isola.

Utilizzazione:

Eccellente cane da guardia e da custodia del gregge.

CLASSIFICAZIONE F.C.I.:

Gruppo 2

Pinscher e Schnauzer
Molossi e cani bovari Svizzeri
Cani da Montagna

Aspetto generale:

Cane di media mole. La sua conformazione è quella di un mesomorfo il cui tronco supera di poco l’altezza al garrese.
Comportamento e carattere: cane da lavoro, non si mostra mai astioso con gli animali di cui si prende cura, ma sa essere, all’occorrenza, ottimo guardiano contro i possibili predatori (volpi o cani randagi). Fedele alle sue origine rustiche, deve essere trattato come un vero compagno sul quale si può sempre fare affidamento. Per vivere in armonia con lui, bisogna conoscere la specie canina ed apprezzarne la sua primitiva rusticità, la sua intelligenza, la dignità e lo spiccato istinto per guardia. Se non lavora, deve svolgere un’attività fisica adeguata per conservare il suo innato equilibrio.

Proporzioni importanti:
Altezza al garrese:

Maschi 56-60 cm.
Femmine 52-56 cm.
La lunghezza del tronco supera del 5 – 10% l’altezza al garrese.
La lunghezza totale della testa, dalla cresta occipitale al tartufo, è assai prossima al 38% dell’altezza al garrese.
Testa: mesomorfa, con cresta occipitale ben rilevata e tartufo largo, carnoso e nero. Il rapporto lunghezza del cranio – lunghezza del muso è di 1 a 1.
Regione cranica: il cranio è leggermente convesso e la sua lunghezza bizigomatica è pari alla sua lunghezza. Le arcate bi zigomatiche sono evidenti e i seni frontali non sono molto pronunciati.

Regione facciale:
- Il tartufo è posto sulla stessa linea della canna nasale, deve essere voluminoso, con narici larghe e aperte.
- Il muso è di grande potenza , con facce laterali leggermente convergenti verso il tartufo. Frontalmente si presenta come iscritto in un quadrato. Il limite inferiore del muso è dato dalla mandibola.
- Le labbra devono essere ben stese e aderenti e presentano mucose sempre pigmentate.
- Denti bianchi, ben sviluppati, regolarmente allineati, completi per numero. I canini sono in opposizione tra loro (chiusura a tenaglia) o quelli della mascella sfiorano, con la loro faccia posteriore, la faccia anteriore di quelli della mandibola (chiusura a forbice).
- Occhi: lo sguardo di questi animali è molto intenso e caratteristico e rappresenta un elemento di tipicità della razza. L’espressione è un po’ triste, profonda, autorevole e presentano una caratteristica faccia da scimmia, dovuta al fatto che gli occhi, ovali e non grandi, risultano tra loro ravvicinati, in posizione frontale, con arcate sopraciliari di notevole sviluppo. Il loro colore è ambra in tutte le sue tonalità e le palpebre devono essere pigmentate e ben aderenti al bulbo oculare
- Le orecchie: sono di forma triangolare, non troppo lunghe (7-8 cm) al disopra dell’arcata bi zigomatica, portate pendenti e, in attenzione, ben aderenti alle guance.

Collo:

Vigoroso, solido e muscoloso, di media lunghezza, pari a circa un terzo dell’altezza al garrese, privo di giogaia, si raccorda armoniosamente alle spalle e al garrese.

Tronco:
- La sua lunghezza supera del 5-10% l’altezza al garrese.
- La linea superiore retta ed orizzontale, con garrese poco pronunciato.
- Il dorso è largo e lungo circa un terzo dell’altezza al garrese.
- La regione lombare si fonde armonicamente con il dorso.
- Il costato è moderatamente ampio, con costole un po’ cerchiate. La circonferenza del torace, misurata ai gomiti, è superiore del 25% dell’altezza al garrese.
- La groppa, robusta e muscolosa, presenta una inclinazione rispetto all’orizzontale di circa 15 gradi
- Petto moderatamente ampio con muscoli ben sviluppati e la sua larghezza è in stretto rapporto con l’ampiezza del costato. Il manubrio dello sterno è situato al livello della punta dell’articolazione scapolo-omerale.
- La coda, inserita non molto alta, ha una base larga, grossa alla radice, robusta, che va via via affusolandosi verso l’estremità. La sua lunghezza supera di poco l’articolazione al garretto. In riposo ha la forma di manico di pompa. Non dovrà mai essere portata eretta e in movimento supera di poco la linea del dorso. Alcuni esemplari possono nascere anuri o brachiuri.
- La coda non potrà mai essere amputata.

Arti anteriori:
- Solidi e asciutti, dritti, si presentano in appiombo sia di fronte che di profilo. I piedi sono ovali, con dita raccolte e con cuscinetti plantari neri, duri e resistenti. Le unghie sono sempre nere e solide.
- Spalla con muscolatura ben solida e con articolazione scapolo/omerale di 110-120 gradi. Fermamente aderente al corpo.
- Avambraccio leggermente più lungo del braccio che risulta inclinato di circa 60 gradi rispetto all’orizzontale.
- Gomiti ben aderenti. Metacarpo moderatamente lungo e non molto inclinato (circa 10 gradi rispetto alla verticale), presenza di speroni.

Arti posteriori:
- Solidi e muscolosi, con buoni appiombi, tanto da dare l’immagine della potenza e della agilità.
Coscia larga e flessa (circa 75 gradi rispetto all’orizzontale) l’angolo femoro-tibio-rotuleo è di circa 125/130 gradi.
- Gamba moderatamente lunga e muscolosa.
- Garretto lungo in proporzione alla lunghezza della gamba. Verticale.visto da dietro è parallelo al piano mediano del corpo. Presenta un angolo tibio-tarsico di circa 150 gradi. Piedi compatti, con cuscinetti plantari duri e pigmentati. Unghie forti, nere e solide. Presenza di speroni.

Andatura:
Agile e sciolta. Al trotto il posteriore imprime una notevole spinta e l’anteriore allunga moderatamente. Al galoppo si muove con grande agilità, superando di slancio le asperità del terreno in cui opera.

Pelle:
Spessa ben pigmentata, aderente alle varie parti del corpo, non presenta giogaia al collo.

Mantello:
Il pelo è caprino, munito di folto e denso sottopelo lanoso, di una lunghezza di 5-7 cm, più corto agli arti, quasi raso al muso, dove presenta ispide difese agli occhi e barba al mento. Esiste una varietà a pelo raso, per altro oggi rara. I colori ammessi sono il nero, il cenere, nelle sue varie tonalità, ed il miele. Questi ultimi possono essere anche tigrati, e sono ritenuti i più antichi.
Nei maschi il pelo forma una criniera al collo.

Peso:
Maschi 29-35 kg
Femmine 25-30 kg.

I maschi devono presentare due testicoli di aspetto normale e scesi nello scroto.

Difetti:
- Ogni deviazione dal presente standard è da considerarsi un difetto difetto.
- Depigmentazioni parziali delle mucose labiali e palpebrali.
- Mancanza di P1.
- Mancanza di sostanza o eccesso di peso.
- Dimorfismo non bene evidente.
- Coda arrotolata e ripiegata sul dorso.
- Andatura pesante.

Difetti gravi:
- Espressione atipica.
- Bianco alle estremità.
- Orecchie erette.
- Linea dorsale insellata, debole o cifotica.
- Grave vacciniamo e/o mancinismo.
- Mancanza di premolari (oltre i P1) o molari. Incisivi piccoli o non allineati.
- Gravi depigmentazioni alle mucose palpebrali e labiali o al tartufo.

Difetti eliminatori da giudizio:
- Prognatismo.
- Mancanza di incisivi.
- Albinismo.
- Coda amputata, oltre la data del D.M. che ne vieta il taglio.
- Taglie inferiori o superiori di 3 cm rispetto ai massimi e minimi previsti dal presente standard.

Difetti da squalifica:
- Enognatismo.
- Monorchidismo.
- Criptorchidismo.

Custus funt duus de is callelleddus nàscius su 31 de austu 2009, su babu est Nur e sa mama est Marigosa.

 

Comenti fait a biri de is fotografias, unu (su prus craru) amostat giai unu naturali fìsicu de molossu grai, cun peddi meda, gràndula meda, faci “trista” e pilu curtzu curtzu; est biatzu meda, e no timit nudda.

 

S’àteru (su prus scuriu, in prus portat una mància arba manna meda in su petus) amostat unu naturali de molossu mannu ma chena de peddi meda e gràndula meda che s’àteru, abarrat prus che unu cane corso, mentras s’àteru parit prus che su naturali de su mastiff; su naturali est prus asseliau de su fradi.

 

Totu e duus funt acansaditzus, po àterus informus e po ddus biri a faci, abastat a mi mandai una lìtera eletrònica.

 

canisardu@hotmail.it

 

 

Questi sono due dei cuccioli nati il 31 agosto 2009, il padre è Nur e la mamma è Marigosa.

 

Come si vede dalle foto, uno (il più chiaro) mostra di già caratteristiche fisiche tipiche del molosso pesante, con molta pelle, abbondante giogaia, faccia “languida” e il pelo è molto corto; è molto vivace, e non ha paura di niente.

 

L’altro (quello più scuro, in più ha una macchia bianca molto grande nel petto) mostra le caratteristiche del molosso grande ma senza molta pelle e giogaia non molto abbondante, rimane più sul cane corso, mentre l’altro sembra più rassomigliante alle caratteristiche del mastiff; il carattere è più tranquillo rispetto al fratello.

 

Tutti e due sono disponibili, per informazioni e per vederli personalmente, basta mandarmi una email.

 

canisardu@hotmail.it

Tzitzone

Tzitzone

A-i custu cani no serbit a ddi fai una presentada. Chena duda peruna est su prus cani pertiatzu, trìghinu de Gavoi, dogo sardo famau de Sardìnnia.

Fillu de Raviolu, cani mèlinu aresti meda (is meris suus s’ant contau chi a callelleddu est abarrau po mesis aìnturu de una tana, po cussu no fiat sotzialisau meda) chi mancai no fessit stètiu su prus cani bellu de su mundu, at sèmpiri fatu fillus stravanaus, po-i cussu genti meda ddu boliant po coberri is canis insoru.

De is fotografias fait a biri comenti fiat bellu, mannu meda, mancai no ddu eus mesurau mai, a ogu, depiat essi unus 68 cm a sa pala e a su mancu unus 45 kg, est a nai unu molossu diaderus, conchimannu e a pilu curtzu a colori bellu meda, cèrbinu cun pagu pèrtias.

Su naturali suu fiat bonu, est a nai, asseliau, no tzaulàt po de badas e no si nci ghetàt apitzu de totu e totus, unu cani de guàrdia perfetu.

At lassau medas fillus chi funt trasmitendi su DNA suu a is fillus insoru; est chena duda peruna una lìnia se sànghini chi merescit a dda allogai beni po is naturalis bonus molossòidis suus.

A dolu mannu Tzitzone est mortu duus annus a oi po disgràtzia.

 

A questo cane non serve fargli presentazioni. È senza nessun dubbio il cani pertiatzu, trìghinu de Gavoi, dogo sardo più famoso in Sardegna

Figlio di Raviolu, cane color miele molto selvatico (i suoi padroni ci hanno raccontato che da cucciolo è rimasto per mesi dentro una tana, per questo non aveva una buona socializzazione) che, anche se non è stato il cane più bello del mondo, ha sempre fatto figli incredibili, per questo molta gente ha portato le proprie cagne per monte.

Dalle fotografie si può vedere quanto era bello, molto grande, e anche se non gli abbiamo preso mai le misure, a occhio, doveva essere sui 68 cm al garrese e almeno 45 kg, sarebbe a dire un vero molosso, dalla testa grande e dal pelo corto dal bel colore, fulvo cervo con poche serpature.

Il suo carattere era buono, sarebbe a dire, tranquillo, non abbaiava inutilmente e non si buttava contro tutto e tutti, un cane da guardia perfetto.

Ha lasciato figli che stanno trasmettendo a loro volta il suo DNA ai loro figli; è senza nessun dubbio una linea di sangue che merita di essere conservata per le sue buone caratteristiche molossoidi.

Purtroppo Tzitzone è morto due anni fa per una disgrazia.

Facebook LogoDe oi nosu puru seus in Facebook, fait a nosi agatai cun su nòmini Canis Sardus. A si biri in Facebook!

Da oggi anche noi siamo su Facebook, ci potete trovare con il nome di Canis Sardus. Ci vediamo su Facebook!

soldi-euroGenti meda si cuntant preguntendi-sì cantu costant o iant a depi costai is callelleddus de cani pertiatzu. No fait a arrespundi de manera dereta, ca, su prètziu dependit de totu is gastus chi in prus de duus mesis e mesu (su tempus chi is canis depint abarrai in sa domu anca funt nàscius) su meri de sa mama e de is callelleddus at tentu.

Is gastus funt medas, ca sa cosa de papai po sa mama innantis de angiai e candu est donendi su lati (chi depit essi 50 diis) bessit diferenti, prus arrica de petza frisca (calincuna fèmina, comenti a Marigosa, bolit papai petza sceti in cussu tempus). In prus, tocat a chi su veterinàriu abisitit a sa mama unus cantu bortas po biri chi totu andat beni (innantis e agoa chi at angiau). In totu su tempus chi donat su lati, tocat a ddi donai pìndulas de càlciu e vitaminas. Agoa nci funt is gastus straordinàrius, est a nai chi incapitat calincuna cosa angendi e tocat a fai operatzionis o ddoi funt àteras emergèntzias veterinàrias.

Is callelleddus inghitzant a papai calincuna cosa a solus a is 25 diis e acabant de sui lati a is 50 diis, duncas, po prus de duus mesis tocat a ddis donai a papai…e chini at tentu callelleddus sceti, sciit cantu petza papint!

A is 30 e a is 60 diis tocat a ddus sberminai e a ddis donai is pìndulas po prevenni sa filariosi e in prus intru de is 50/60 diis, tocat a ddis fai is primus vacinus e tocat a ddis ponni prodotus contras de is parassitas.

No si depeus scaresci chi dònnia dii nci bolint a su mancu 3 oras de traballu, custu sèmpiri, po prus de duus mesis e mesu e tocat a nci ponni in su càrculu puru totu is lìcuidus po disinfetai su logu anca is callelleddus funt.

A contu fatu duncas, fait a nai chi su prètziu onestu e giustu po unu callelleddu de cani pertiatzu, chi est stètiu in d-una familla chi ddu at cuidau diaici, est unu mìn. de 250€ e unu màss. de 400€, est a nai unu prètziu populari (acarau a su prètziu de àteras arratzas chi fait a agatai in Sardìnnia puru) chi podit permiti a is meris de is babus e de is mamas de podi seletzionai e produsi canis comenti si spetat e a totus de tenni unu callelleddu bonu e sanu, chi fetzat cumpangia e traballit cun nosu po annus e annus.

 

Molta gente ci contatta per chiederci quanto costino o dovrebbero costare i cuccioli di dogo sardo. Non esiste una risposta univoca a questa domanda, perché il prezzo dipende dalle spese che il proprietario della madre e dei cuccioli ha sostenuto in più di due mesi e mezzo, sarebbe a dire il tempo che i cuccioli devono rimanere nella casa dove sono nati.

Le spese sono molte, perché bisogna cambiare l’alimentazione della fattrice prima che partorisca e quando stà allattando (periodo che deve essere di 50 giorni), alimentazione che deve essere più ricca di carne fresca (qualche femmina, come Marigosa, mangia solo carne in quel periodo). Inoltre, serve che il veterinario visiti la fattrice un paio di volte per appurare che tutto stia andando bene (prima e dopo il parto). In tutto il tempo che allatta, bisogna darle pastiglie di calcio e vitamine. Poi ci sono le spese straordinarie, cioè se capita qualche cosa durante il parto e bisogna operare o ci sono altre emergenze veterinarie.

I cuccioli iniziano a mangiare qualche cosa da soli verso i 25 giorni e smettono di poppare ai 50 giorni, dunque, per più di due mesi bisogna dargli da mangiare…e solo chi ha avuto cuccioli, sa quanta carne mangino!

Ai 30 e ai 60 giorni bisogna sverminarli e dargli le pastiglie per prevenire la filariosi e in più fra i 50/60 giorni bisogna fargli i primi vaccini e devono essere trattati con prodotti antiparassitari.

Non dobbiamo dimenticarci che ogni giorno vanno dedicate almeno 3 ore di lavoro, questo sempre, per più di due mesi e mezzo e si deve aggiungere nel calcolo anche tutti i liquidi per disinfettare il posto dove stanno i cuccioli.

Facendo un rapido conto dunque, si può dire che il prezzo onesto e giusto per un cucciolo di dogo sardo, che è stato in una famiglia che lo ha curato così, è di un min. di 250€ e un mass. di 400€, sarebbe a dire un prezzo popolare (paragonato al prezzo dei cuccioli di altre razze che si possono trovare anche in Sardegna) che può permettere ai proprietari delle fattrici e degli stalloni di poter selezionare e produrre cani come si deve e a tutti di avere un cucciolo buono e sano, che possa far compagnia e lavori con noi per anni.

 

CanidapresaIn su nùmuru 4 de s’arrevista Canidapresa agatais s’artìculu de Roberto Balia (autori puru de su lìburu apitzu de is arratzas sardas de canis, Canis Gherradoris ed. PTM) cun su tìtulu “La lupa romana, un simbolo per l’alleanza”, in sa pàgina 54. Sa pregunta chi su stidiosu Roberto Balia si ponit est: “sa Lupa arromana, diaderus unu lupu de Arroma o unu cani sardu est?”. Artìculu de interessu mannu, chi aberit moris nous de stùdiu. Si consillaus de coru de dda comporai!

Nel numero 4 della rivista Canidapresa trovate l’articolo di Roberto Balia (anche autore del libro sulle razze sarde di cani, Canis Gherradoris ed. PTM) dal titolo “La lupa romana, un simbolo per l’alleanza”, alla pagina 54. La domanda che lo studioso Roberto Balia si pone è: “la Lupa romana, è davvero un Lupo di Roma o è un cane sardo?”. Articolo molto interessante che apre nuove strade di studio. Vi consigliamo caldamente di acquistarla!Lupa Arromana

 

 

In is primus diis de su mesi de argiolas Nur at cobertu a Marigosa. Est sa segundu borta chi dda fatzu coberri, in sa primu, sèmpiri cun Nur, funt nàscius canis chi agoa de un’annu ant amostau de essi bellus meda, is fillus insoru cumenti a Furitu e Nepente ddus ant postus che protagonistas in artìculus apitzu de su cani pertiatzu/dogo sardo po finsas in arrevistas italianas spetzialisadas in molossus (Canidapresa).

Is callelleddus ant a essi acansaditzus in su mesi de donniasantu e ddus apu a donai sberminaus, cun is primus vacinus e cun duus tratamentus contras de sa filariosi fatus. Comenti anti-parassitàriu apu a imperai su expot, unu de is mellus (imparis a su scalibor) po prevenni su spìtzulu de su phlebotomus spp., vetori de sa leishmaniosi.

Po informus: canisardu@hotmail.it

 

Nei primi giorni di luglio Nur si è accoppiato con Marigosa. È la seconda volta che la faccio accoppiare, dalla prima, sempre con Nur, sono nati cani che dopo un anno hanno mostrato di essere molto belli, i loro figli come Furitu e Nepente sono stati presenti come protagonisti in articoli relativi al cani pertiatzu/dogo sardo addirittura in riviste italiane specializzate nei molossi (Canidapresa).

I cuccioli saranno disponibili nel mese di novembre e li darò sverminati, con i primi vaccini e due trattamenti contro la filariosi fatti. Come antiparassitario userò l’expot, uno dei migliori (insieme allo scalibor) per prevenire la puntura del phlebotomus spp., vettore della leishmaniosi.

Per informazioni: canisardu@hotmail.it

Nur
Nur

Est unu cani pertiatzu (giàgaru o dogo sardo in lìngua italiana) nàsciu su 20.4.2006 de Tzitzone (chi a dolu mannu s’est mortu) e Zaccaria, totu e duus canis de Gavoi.

Ddu apu pigau a is duus mesis e giai amostàt totu is caraterìsticas tìpicas de is molossus antigus, pilu curtzu, est unu cani conchimannu cun gràndula meda chi est trasmitendi a is fillus puru. Est artu a is palas 64 cm e pesat unus 36 kg, sa conca totu a ingìriu est 52 cm, sa longària de sa conca est 24 cm e su bruncu est longu 10 cm.

Est masedu meda cun nosu de familla ma fridu cun is stràngius e no bàliat is àterus canis mascus. Est bonu meda po sa guàrdia.

Custu mascu est acansaditzu po coberri fèminas bonas. Po informus: canisardu@hotmail.it

 

È un cani pertiatzu (giàgaru o anche dogo sardo in lingua italiana) nato il 20.4.2006 da Tzitzone (purtroppo morto) e Zaccaria, entrambi cani di Gavoi.

L’ho preso quando aveva due mesi e già mostrava tutte le caratteristiche tipiche dei molossi antichi, pelo corto, è un cane dalla testa grossa con molta giogaia che trasmette anche ai figli. È alto al garrese 64 cm e pesa circa 36 kg, la circonferenza cranica è 52 cm, la lunghezza della testa è 24 cm e il muso è lungo 10 cm.

È molto mansueto con noi di famiglia ma freddo con gli estranei e non sopporta gli altri cani maschi. È molto buono per la guardia.

Questo maschio è disponibile per montare buone femmine. Per informazioni: canisardu@hotmail.it